JP2014 - L'uso di piante per la produzione di un vaccino commestibile per il diabete autoimmune

Data inizio
1 febbraio 2015
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Biotecnologie
Responsabili (o referenti locali)
Avesani Linda
Parole chiave
JOINT PROJECT, VACCINI ORALI, BIOTECNOLOGIA VEGETALE, DIABETE MELLITO DI TIPO 1, ESPRESSIONE DI PROTEINE, HGAD65

PREMESSA
La necessità di produrre un vaccino di tipo orale nasce dai recenti risultati ottenuti nell’ambito del progetto TEDDY in cui è stata condotta un’intensa attività di screening all’interno della popolazione europea per individuare i soggetti a rischio genetico di sviluppare il T1D e per monitorare i fattori ambientali coinvolti nello sviluppo della malattia.

OBIETTIVI
Il progetto eDIVA (eDIble VAccine) si propone di produrre un vaccino orale, candidato per la prevenzione del diabete autoimmune (T1D) attraverso l’utilizzo di piante edibili.

PROCEDIMENTO 
Lo studio ha permesso di evidenziare, all’interno della popolazione, un grande numero di soggetti a rischio di T1D. La presenza di tali dati costituisce una risorsa importante per la sperimentazione di vaccini che abbiano lo scopo di prevenire la malattia.
Il coinvolgimento dell’isoforma da 65 kDa della decarbossilasi dell’acido glutammico (GAD65) nello sviluppo del T1D è noto da tempo ed è stato ampiamente documentato. Terapie basate sull’utilizzo della molecola per bloccare il decorso della malattia hanno dato risultati controversi, mentre, l’utilizzo della GAD65 come vaccino per la prevenzione è ancora oggetto di studi clinici. Tuttavia, i sistemi utilizzati per produrre la molecola GAD65 sono caratterizzati da elevati costi di produzione, tali da rendere la produzione dell’eventuale vaccino su larga scala difficilmente realizzabile. Tali costi sono dovuti a livelli di produzione della molecola inadeguati in sistemi eterologhi e, contemporaneamente, a difficoltà nei processi di purificazione della molecola dalla matrice di provenienza.
Questo progetto si inserisce in tale contesto e propone di risolvere il problema combinando due differenti approcci: da un lato ridurre gli scarsi livelli di accumulo della proteina, espressa in sistemi eterologhi, utilizzando una forma enzimaticamente mutata della stessa; dall’altro evitare i problemi associati alla purificazione utilizzando piante edibili, esprimenti la proteina di interesse, come sistemi per la somministrazione diretta della molecola, evitando in questo modo costose procedure di purificazione.

MAIN PARTNER
Icon Genetics GmbH

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Linda Avesani
Professore associato

Attività

Strutture